aforismi e citazioni “L’aforisma è una sorta di gemma, tanto più preziosa quanto più rara, e godibile solo in dosi minime” Hermann Hesse
Print Friendly, PDF & Email

Logica contro logica ci propone ogni settimana due enigmi da risolvere.

Naturalmente non c’è un metodo universale per risolvere gli enigmi logici ma possiamo tener presenti alcuni consigli che possono sempre essere utili.

Leggiamo molto attentamente il testo dell’enigma: prima di lanciarci nella soluzione, valutiamo con estrema attenzione tutte le informazioni in nostro possesso. Basta non far caso a una parola nel testo della soluzione (siamo abituati a leggere di corsa…) per perderci la chiave dell’enigma. Un metodo utile per gli enigmi più complessi è annotare tutti i dati che abbiamo cercando di metterli in relazione gli uni con gli altri.

Non facciamoci sviare: il contesto in cui viene presentato l’enigma è ricco di dettagli che non servono alla soluzione. Cerchiamo di ridurre il nostro problema all’osso e considerare solo i dati che ci servono per la sua soluzione.

Non facciamoci spaventare: spesso gli enigmi sembrano più complessi di quanto non siano in realtà e anche quelli apparentemente più ostici sono di solito alla nostra portata una volta che abbiamo adottato la prospettiva giusta.

Cerchiamo di ragionare in modo logico ma semplice: la soluzione della maggior parte di questi enigmi non richiede alcuna conoscenza di matematica avanzata e per risolverli sono necessari pochi calcoli (o addirittura nessuno) a livello di scuola media. Cerchiamo quindi una soluzione semplice, senza pensare a megaformule matematiche.

Teniamo la mente aperta: spesso la soluzione è legata essenzialmente al modo di ragionare. Proviamo a valutare il problema da diversi punti di vista.

Proviamo ad applicare la nostra logica (e i consigli qui sopra) a questo enigma. La semplicità della soluzione potrebbe stupirci!

La bella e l’usuraio
Chissà perché, le protagoniste delle fiabe e degli indovinelli son tutte belle, a prescindere dal fatto che siano fortunate principesse o popolane meno danarose. Oggi prendiamo in esame il caso di una poco abbiente ma avvenente signorina, figlia di un artigiano con un pessimo senso degli affari il quale, per ampliare e migliorare la sua bottega, chiese un prestito a un mercante usuraio. Questi, che era caratterizzato da una avidità notevole, dopo avergli prestato il denaro, iniziò a screditare il povero lavoratore, in modo da allontanarne la clientela e rendergli impossibile onorare il debito. Sperava così di potersi appropria di tutta la bottega in cambio della cifra, ridicola al confronto, che lui aveva impegnato. Alla scadenza del prestito, l’usuraio si presentò quindi dall’artigiano, chiedendogli di saldare quanto dovuto, ma qualcosa non era andato per il verso giusto. La campagna diffamatoria era infatti stata più efficace del previsto e il debitore, completamente al verde, aveva già dovuto vendere la bottega per pagare gli altri creditori. Il mercante, su tutte le furie, lo trascinò in tribunale. Il giorno dell’udienza, il falegname arrivò accompagnato dalla bella figlia e il mercante, colpito dalla sua bellezza, davanti al giudice fece una proposta: “Per dimostrare il mio buon cuore – disse – propongo al caro artigiano un gioco. In questo sacchetto ci sono due biglie, una rossa e l’altra nera. Se lui pescherà quella rossa, io gli condonerò il debito, se invece pescherà quella nera, mi darà in sposa la figlia. Se rifiuta di giocare, chiederò al giudice di lasciarlo marcire in prigione”. Il falegname rifiutò, ma la figlia lo zittì e decise di partecipare per evitare la galera al padre. Si preparò quindi il sacchetto ma la fanciulla notò che il mercante, lesto di mano, sostituì la biglia rossa con un’altra nera. Nel sacchetto, quindi, c’erano due biglie nere e urlare allo scandalo sarebbe stato sicuramente inutile perché l’abile marrano avrebbe riscambiato le biglie. Cosa fare allora per svelare a tutti l’orrendo piano, salvare il padre dalla galera e la damigella dal matrimonio?

Pensiamoci qualche minuto prima di continuare a leggere, perché le prossime righe contengono la soluzione.

Prima di tutto, non facciamoci sviare. Non ci interessa nulla delle vicissitudini dell’artigiano o della nobiltà della bella figlia: dobbiamo ridurre il problema all’osso.

In sintesi il nostro problema è questo: in un sacchetto ci sono due biglie. Dovrebbero essere diverse (una nera e una rossa) invece sono uguali (entrambe nere). Nessuno sa che le biglie sono uguali e dobbiamo dimostrarlo ai presenti oltre ogni ragionevole dubbio.

Ancora in crisi? Cerchiamo di ragionare in modo logico ma semplice e a valutare il problema da diversi punti di vista.

Cosa possiamo fare per dimostrare alle altre persone nella stanza che le due biglie sono uguali?

La risposta è: mostrarle a tutti!

Il modo più semplice per sbugiardare il mercante è infatti quello di afferrare entrambe le biglie e aprire la mano appena la si tira fuori dal sacchetto. In questo modo, tutti potranno vedere che la “pesca” era truccata e il mercante sarà pubblicamente umiliato.

Non facciamoci abbattere se non siamo riusciti a risolvere questo enigma: applicare la logica a questo tipo di problema richiede un po’ di abitudine. Se invece ci siamo riusciti, buon segno! Andiamo subito in edicola a vedere che sfide ci aspettano questa settimana sulle pagine di Settimana Sudoku!




abbonarsi2

Commenta via Facebook